venerdì 2 novembre 2012

0 Recus e Geri …..il recupero corre sul filo !! (del telefono e della legalità)

A GRANDE RICHIESTA E DOPO MOLTEPLICI SEGNALAZIONI:



Ci meraviglia che molte tra le più importanti Società di forniture di servizi telefonici, di energia ed abbonamenti televisivi deleghino questo delicato compito di recupero del credito a Società già chiacchierate per i sistemi adottati e non solo. 

Terrorismo telefonico, invasione della privacy, incompetenza e maleducazione: queste spesso le regole operative che attuano buona parte delle società di recupero crediti.

La prima sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25033 del 22 giugno 201 ha stabilito che “ il creditore che tempesti di telefonate il debitore per indurlo ad adempiere rischia la condanna per molestie o disturbo delle persone. A nulla rileva l'esercizio del diritto di credito del molestatore, attesa la subvalenza di tale interesse rispetto alla tutela dell'altrui sfera individuale.”

Quando, in un momento così difficile per una crisi economica che  colpisce le tasche di tutti i consumatori e utenti attraverso  la perdita costante di posti di lavoro , ci si trova, oltretutto, davanti al quadro drammatico del dovere pagare nuove tasse , diventa insopportabile  l’aggiunta del  terrore quotidiano che molte società di recupero esercitano .
Nonostante le continue denunce per i metodi vessatori attraverso i quali alcune di queste Società di recupero, come in alcuni casi la Recus Spa e GERI Spa stanno perseguitando i consumatori , l’UNIREC - Unione Nazionale Imprese a tutela del credito, evita di intervenire e non contrasta il modo accanito, arrogante e minaccioso delle telefonate fatte  in orari non consentiti nemmeno dal loro codice deontologico seppur vengano utilizzate frasi minacciose nei confronti dei consumatori ancora “presunti” morosi.

Queste sono realtà evidenziate dalle moltissime richieste di intervento che ci giungono ai nostri sportelli in diverse Regioni da parte di utenti  che hanno subìto e subiscono quotidianamente da parte di dette Società attraverso  telefonate poste con tono e metodo persecutorio , metodo oltretutto pubblicizzato nelle presentazioni delle stesse aziende sui loro siti web.
Ma la sorpresa è che nel web , in una moltitudine di blog veniamo a conoscenza che oltre alle telefonate ci sono gli sms e poi le email su numeri e/o caselle di posta di mogli e/o  figli con minacce di pignoramenti coatti , di cause penali per truffa e chi più ne ha ne metta…..

Bisognerebbe poi accertare come sia possibile che grosse ed importanti Aziende con leggerezza comunichino a Terze Società i dati dei propri clienti e la posizione debitoria. Tralasciano poi la violazione di quanto previsto dal Codice in materia di protezione dei dati personali (D. Lgs 196/2003).

Alcuni consumatori che si sono rivolti ad A.E.C.I. hanno segnalato che tali Società di recupero Crediti, una volta informate del fatto che delle pratiche di recupero se ne sarebbe occupata un’Associazione Consumatori, hanno reagito con insulti ed ulteriori minacce alle quali abbiamo deciso come Associazione di Consumatori di rispondere con segnalazioni e denunce all’autorità giudiziaria ipotizzandosi un grave reato di stalking per persecuzioni e minacce.

Per questo A.E.C.I. vi invita ad segnalarci ogni abuso da parte di queste Società di recupero del credito in maniera da ripristinare le regole corrette all’interno della nostra società civile e tutelare i nostri diritti e la nostra quiete familiare.

3 ECCO LE ASSOCIAZIONI DI CONSUMATORI CHE INCIUCIANO CON LA PARTITOCRAZIA. DOVREBBERO ESSERE CANCELLATE DAL CNCU

associazione di consumatori roma 

Ci risiamo. Le Associazioni di Consumatori fanno partitocrazia. Da controllori (quali dovrebbero essere) si ritrovano a braccetto con chi dovrebbero controllare.

Quali prospettive per i soci di queste associazioni di consumatori ??? Nel caso in cui vincesse Bersani come potranno assicurare la totale difesa anche contro è stato commensale alla stessa tavola ????

A.E.C.I. NON SI SCHIERA CON NESSUNO. NE' DESTRA NE' SINISTRA. QUESTA E' LA NOSTRA ASSICURAZIONE A TUTTI I NOSTRI SOCI.

A.E.C.I. E' UNA VERA ASSOCIAZIONE DI CONSUMATORI.

Vediamo chi ha aderito e quale associazione di consumatori sta appoggiando Bersani.

Antonio Longo, presidente del Movimento difesa del cittadino; Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori e i due vicepresidenti della stessa associazione Mauro Zanini e Francesco Avallone; Anna Bartolini, la notissima giornalista per tanti anni anima di «Mi manda Raitre»; Mara Colla, presidente di Confconsumatori; Mario Finzi, già presidente di Assoutenti e Paolo Landi, già segretario generale di Adiconsum; Fabio Picciolini, presidente di Consumer's Forum; Daniela Primicerio, ex presidente del CNCU; Riccardo Quintili, direttore de «Il Salvagente» ed Enrico Cinotti, vicecaposervizio dello stesso settimanale dei consumatori; Micaela Girardi, avvocata e segretaria nazionale MDC e Barbara Gualtieri, avvocata e presidente del MDC di Firenze, che darà vita ad un Comitato Toscano di ConsumatorixBersani; Roberto Guidi, ex segretario del CNCU; Fabrizio Premuti, responsabile assicurazioni Adiconsum.

0 WWW.AUDIOVIDEOMANIA.IT: ATTENZIONE ALLE POSSIBILI TRUFFE

associazione di consumatori roma 


Numerose le segnalazioni su prodotti acquistati e mai consegnati dall’Azienda romana pervenute ad A.E.C.I.

Ci risiamo: bisogna stare molto attenti quando si decide di fare i propri acquisti su internet. 

La nostra associazione ha ricevuto segnalazioni relativamente ad acquisti effettuati tramite il sito www.audiovideomania.it, pagati a mezzo Pay Pal e mai ricevuti. Ovviamente, trattandosi di segnalazioni di consumatori, A.E.C.I. non si assume alcuna responsabilità circa il contenuto delle stesse; la nostra associazione di consumatori è dunque pronta a rettificare completamente l'articolo a fronte, ovviamente, di dimostrazioni concrete da parte dell'azienda citata.

Il sito – la sede dell’Azienda è Roma - è specializzato in prodotti di telefonia, informatica, strumenti elettronici, ecc.

Dalle segnalazioni pervenute parrebbe che, una volta scelto il prodotto, pagato tramite PayPal – si ha diritto ad una sola spedizione - e ricevuta la conferma di acquisto, l’unica spedizione a essere ricevuta è quella della fattura. 

Inutili i solleciti di consegna merce. Inutili le richieste di rimborso. Le risposte che si ricevono fanno riferimento al fatto che – vista che una spedizione è stata fatta – non si ha diritto a ricevere più nulla. Il ricevimento della fattura equivarrebbe al ricevimento del prodotto acquistato.

Come sempre, CHIEDIAMO IL VOSTRO AIUTO per verificare se qualcuno si sta comportando in maniera non corretta. Compilate il form sottostante e raccontateci la vostra esperienza

Naturalmente, se queste segnalazioni dovessero invece nascondere una non corretta gestione del cliente da parte dell’Azienda, la nostra Associazione è pronta a sentire le ragioni di AUDIOVIDEOMANIA.

Se avete acquistato tramite www.audiovideomania.it e NON avete ricevuto i prodotti, ecco cosa fare: 
- Inviare una raccomandata a/r con la richiesta di consegna merce o rimborso somme pagate a : 
   AUDIOVIDEOMANIA di ALEMANNI GERARDO 
   VIA TUSCOLANA n. 296 interno 1 
    00181 - ROMA 
- inviare una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alla Polizia Postale della propria città;
- Segnalare il reclamo a PayPal:
- rivolgersi alla sede A.E.C.I. più vicina per avere consigli su come agire e essere tutelati dai legali di A.E.C.I. 


0 TELEFONO: ATTIVAZIONE SERVIZI MAI RICHIESTI BUONGIORNO! E OKWIT. I CONSIGLI DI A.E.C.I.

associazione di consumatori roma 

Chiedi il rimborso e ferma l’abuso con la nostra Associazione di Consumatori

È capitato anche a te di leggere la fattura del telefono e vederti addebitati servizi mai richiesti?
O hai acceso il cellulare e ti sei accorto che il credito è diminuito per l’attivazione di servizi MAI richiesti?

Non sono pochi i consumatori che alla nostra Associazione di Consumatori hanno segnalato questa vera e propria trappola salata della quale tutti i gestori telefonici si lavano le mani.
E guardando la bolletta o chiamando il call centre del proprio operatore si scopre che sono stati attivatiservizi interattivi, giochi, news su oroscopo, meteo, calcio, loghi, suonerie, messaggi sexy, abbonamenti video quiz, ecc.

E sì, perché questi servizi in abbonamento possono essere “inavvertitamente” attivati cliccando sul banner del proprio cellulare – come è accaduto per segnalazioni relative a OKWIT – o attivate in maniera arbitrarianon direttamente dalle Compagnie telefoniche, ma da Aziende specializzate, come, per esempio, BUONGIORNO! che utilizzano le numerazioni dei gestori. 

E chi ha avuto la sfortuna di cadere in questa trappola sa bene che non si tratta di cifre irrisorie: si parla diservizi che costano dai 2 ai 5 euro a settimana, in alcuni casi anche 10 euro.

ATTENZIONE: i servizi possono essere attivati anche sulle Internet Key (chiavette per il collegamento a Internet) e, in questo caso è quasi impossibile accorgersi dell’attivazione, a meno che non ci sia una repentina riduzione del credito.

In tutti i casi, il risultato è lo stesso: bisogna pagare per servizi mai richiesti e inizia la trafila dei tentativi di disattivazione tramite codici fasulli e delle telefonate fatte al call centre proprio gestore.

A.E.C.I. vi consiglia, dopo aver disattivato il servizio tramite call centre, di inviare una raccomandata a/r al vostro operatore telefonico chiedendo delle somme sottratte indebitamente. 
Se questo non risponde o risponde in maniera negativa, fate istanza di conciliazione presso il Corecom (Comitato Regionale per le Comunicazioni) della vostra Regione istituito dall'Autorità Garante delle Comunicazioni per risolvere le controversie con gli operatori delle telecomunicazioni.

Cosa fare per disattivare i servizi e chiedere il rimborso delle somme pagate? Riepiloghiamo:
• Telefonare al call centre del proprio gestore e disattivare il servizio;
• Nel caso di Internet Key, contattate il call centre del vostro gestore e verificate l’eventuale attivazione di servizi  non richiesti;
• Inviare una raccomandata a/r al vostro Operatore Telefonico chiedendo il rimborso dei soldi pagati;
• Fare istanza di conciliazione presso il Corecom della vostra Regione facendovi assistere da una competente Associazione di Consumatori.

AIUTACI A FERMARE QUESTA PRATICA SCORRETTA:   SEGNALACI LA TUA ESPERIENZA ATTRAVERSO IL FORM SOTTOSTANTE.

0 AUDIOVIDEOMANIA.IT: A.E.C.I. DENUNCIA ALL’ANTITRUST E CHIEDE OSCURAMENTO DEL SITO

associazione di consumatori roma 

Dopo numerose segnalazioni  A.E.C.I. | Associazione Europea Consumatori Indipendenti ha chiesto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e all’Autorità delle Comunicazioni di avviare un procedimento nei confronti Audiovideomania di Alemanni Gerardo per verificare le ipotesi di violazione del Codice del Consumo e del Regolamento dell’Antitrust ma, soprattutto, l’ipotesi di reati penali. 

Vista la numerosità dei casi segnalati e la certezza che sia ancora possibile acquistare sul sito www.audiovideomania.it la nostra Associazione ha chiesto anche l’oscuramento del sito stesso. 

COSA E’ SUCCESSO.
Il sito www.audiovideomania.it – la sede dell’Azienda è Roma - è specializzato in prodotti di telefonia, informatica, strumenti elettronici, ecc. Una volta registratisi sul sito è possibile acquistare il prodotto prescelto e pagare tramite PayPal (pagamento al momento sospeso) o tramite bonifico.
Dalle segnalazioni pervenute parrebbe che in maniera sistematica i prodotti acquistati e pagati non vengono dall’Azienda consegnati. In alcuni casi segnalati, una volta scelto il prodotto– si ha diritto ad una sola spedizione - e ricevuta la conferma di acquisto, l’unica spedizione a essere ricevuta è quella della fattura, nei casi più fortunati, e nulla in molti altri. 

Inutili i solleciti di consegna merce. Inutili le richieste di rimborso. Le risposte che si ricevono fanno riferimento al fatto che – vista che una spedizione è stata fatta – non si ha diritto a ricevere più nulla. Il ricevimento della fattura equivarrebbe al ricevimento del prodotto acquistato e pagato.
A oggi risulta impossibile contattare l’Azienda che risulta avere i telefoni non raggiungibili.

E ADESSO?
A.E.C.I. ha chiesto un INTERVENTO URGENTE all’Autorità per il Controllo della Concorrenza e del Mercato, all’Autorità per il Controllo della Concorrenza e del Mercato e alla Polizia Postale:
- verifica di comportamenti scorretti e pubblicità ingannevole a danno del consumatore;
- verifica di violazione del Codice di Consumo (D. Lgs 206/2005);
- oscuramento del sito.

Contemporaneamente A.E.C.I. sta seguendo le diverse situazioni sottoposte dai consumatori che hanno acquistato prodotti mai consegnati.

COSA FARE SE AVETE ACQUISTATO TRAMITE AUDIOVIDEOMANIA
- Inviare una raccomandata a/r con la richiesta di consegna merce o rimborso somme pagate a : 
  AUDIOVIDEOMANIA di ALEMANNI GERARDO 
  VIA TUSCOLANA n. 296 interno 1 
  00181 - ROMA 
- inviare una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, all’Autorità Garante delle Comunicazioni e alla Polizia Postale della propria città;
- rivolgersi alla sede A.E.C.I. più vicina per avere consigli su come agire e essere tutelati dai legali di A.E.C.I. 


lunedì 22 ottobre 2012

0 Vendite a domicilio: i consigli di AECI Veneto


 

Dopo molte segnalazioni pervenute presso gli sportelli regionali del Veneto, AECI Veneto ha predisposto un prezioso allegato contenente alcuni consigli......





giovedì 11 ottobre 2012

0 BT ITALIA: IN INGHILTERRA OPERATORE LIGIO IN ITALIA AL DI SOPRA DELLE REGOLE


associazione di consumatori roma 


Sarà che in Italia è difficile che un utente abbia vita facile nei confronti di un qualsiasi gestore, o che, per vedersi attribuito un sacrosanto diritto si debba per forza fare causa. Sarà perchè una società inglese (che rispetta le regole in Inghilterra perchè il non rispettarle le costerebbe caro) venendo in Italia si approfitta di un sistema che tutela il forte e non il debole.
Sarà che fregarsene di regole e leggi (oltre ad essere trasgressivo) è ancorchè conveniente se un utente per difendersi deve arrivare a fare causa e fare causa a Milano. Sarà che a pensar male si fa peccato ma quasi sempre si pensa il giusto. Sarà che pensare che BT ITALIA se ne freghi delle leggi e delle regole ben sapendo ciò che sta facendo, che, il non rispettare le regole comporta un notevole guadagno economico e che, soprattutto in Italia queste cose sono permesse.

BT ITALIA è un operatore telefonico che opera in Italia da diverso tempo di proprietà di British Telecom e che si riferisce (per pura scelta commerciale) esclusivamente ad un target di professionisti. Professionisti e non Consumatori ma pur sempre Utenti. In poco tempo molti utenti si sono riferiti alla nostra associazione per gravi disservizi causati dall’operatore telefonico BT ITALIA che, evidentemente si è splendidamente adattato alla realtà italiana, ce la mette tutta per non rispettare le leggi vigenti nel nostro paese. L’Italia purtroppo non è l’Inghilterra.

Al di la di disservizi tecnici (che possono capitare a tutti gli operatori) gli utenti che si sono rivolti alla nostra associazione hanno evidenziato:
1)   procacciatori di affari che si sono presentati a nome di Telecom Italia (facendo forza sul nome abbastanza similare)
2)     promesse di risparmio economico abissali (ovviamente non rispondenti alla realtà),
3)     mancati traslochi di linea
4)     fatturazioni fantasiose
5)  utenti che continuano a ricevere fatture (e contestuali richieste di addebito in banca) nonostante le linee siano chiuse da tempo
6)     mancate risposte a contestazioni degli utenti
7)     risposte ciclostilate lontane da ciò che gli utenti hanno richiesto
8)      disattivazione di linee nonostante siano in corso reclami
9)      mancate presenze endemiche presso i vari corecom.

Insomma, potremmo ancora continuare la lista. Cosa strana è che tutti gli utenti che sino rivolti alla nostra associazione lamentano il distacco della linea nonostante ci siano reclami o addirittura richieste di conciliazione in corso nonostante quanto stabilito dall’Autorità per le Garanzie delle Telecomunicazioni

“L'operatore, salvi i casi di frode, di ripetuti ritardi di pagamento o di ripetuti mancati pagamenti e per quanto tecnicamente fattibile, puo' disporre la sospensione del servizio solo con riferimento al servizio interessato dal mancato pagamento. Va tenuto presente che: non puo' intendersi come mancato pagamento il pagamento parziale di una o piu' fatture da parte dell’utente, qualora il pagamento omesso riguardi addebiti oggetto di contestazione, con riferimento ai quali sia pendente una procedura di reclamo ovvero di risoluzione della controversia davanti al Corecom (vedi sotto); il ritardato o mancato pagamento non puo' intendersi come ripetuto se nei sei mesi precedenti la scadenza della fattura in questione i pagamenti sono stati effettuati senza ritardi; si puo' considerare ritardato unicamente il pagamento avvenuto almeno quindici giorni oltre la scadenza e fatti comunque salvi i casi di ritardo nella emissione o consegna della fattura".

A.E.C.I. chiede un immediato intervento dell’Autorità per verificare le anomalie sopra riportate e sanzionare l’operatore telefonico e invita i consumatori a riflettere prima di diventare clienti BT ITALIA.

Le nostre sedi sono comunque a disposizione di tutti i consumatori per poter ricorrere nei confronti dell’operatore BT ITALIA e in generale nei confronti di tutti gli operatori.



lunedì 8 ottobre 2012

0 Equitalia: la validità delle cartelle notificate a mezzo posta

Valida la cartella esattoriale notificata mediante raccomandata con avviso di ricevimento, anche consegnata non al destinatario: i casi particolari in una nuova sentenza della Cassazione.

 

 

Sono valide le cartelle Equitalia notificate medianteposta raccomandata con avviso di ricevimento, inviata direttamente dall’Agente,anche senza la presenza fisica dell’ufficiale notificatore, e anche se non con segnate al diretto interessato. È quanto stabilito con la sentenza n. 15746 dellaCorte di Cassazione, sezione tributaria, con riferimento all’art. 26 del D.P.R. 602/1973 sulle cartelle di pagamento.

Notifica delle cartelle esattoriali


Il comma primo di tale articolo stabilisce infatti che: «la cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale.
La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con ricevuta di ritorno: in tal caso, la cartella è notificata in plico chiuso e la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto da una delle persone previste dal secondo comma o dal portiere dello stabile dove è l’abitazione, l’ufficio o l’azienda».

 

 

giovedì 27 settembre 2012

0 Annullamento Cartelle Equitalia: accordo su Ddl in Senato


 


Arriva l’intesa sul Ddl per la nullità delle cartelle esattoriali mancanti delle informazioni fondamentali, ovvero il disegno di legge per l’autotutela del contribuente in relazione alle cosiddette “cartelle pazze” di Equitalia: si tratta del disegno di legge n. 1551 “Disposizioni per l’annullamento obbligatorio in autotutela delle cartelle esattoriali prescritte”.
L’annullamento avverrà nei casi in cui la cartella esattoriale risulti «mancante dei requisiti essenziali ove non ci sia risposta dall’Ente impositore entro 220 giorni».
  • Cartelle esattoriali: i requisiti per fare ricorso
  • Cassazione: nulle le cartelle notificate via posta
Il contribuente dovrà attivare la procedura di annullamento della cartella inviando una  dichiarazione al concessionario della riscossione entro 90 giorni dalla notifica della cartella, che a sua volta dovrà dare comunicazione all’Ente creditore entro 10 giorni.
A questo punto l’ente creditore, ovvero l’Amministrazione centrale o locale, dovrà rispondere nei successivi 60 giorni e la risposta dovrà pervenire comunque al contribuente entro un massimo di 220 giorni.
L’annullamento di diritto” delle cartelle avverrà  “in caso di mancato invio e trascorso inutilmente il termine di 220 giorni dalla dichiarazione iniziale”.
Al fine di scoraggiare i contribuenti meno onesti, che potrebbero pensare di approfittare in modo improprio di questa opportunità, il Ddl prevede una mega-sanzione dal 100 al 200% per chi presenta documentazione falsa, oltre alla responsabilità penale ove previsto.

Info presso: verona1@euroconsumatori.eu


 

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