martedì 24 aprile 2012

0 Tasse, arriva un’altra mazzata. I comuni metteranno l’Imu-bis








Tasse, arriva un’altra mazzata. I comuni metteranno l’Imu-bis
Ennesima stangata in arrivo. Questa volta dai primi cittadini di ogni città, ancora ignari della portata. Forse perché infilata all’ultimo momento nel decreto sulle semplificazioni fiscali, approvato giovedì dalla Camera. L’imposta di scopo – come si legge su Repubblica – rinasce dalle ceneri e si candida ad essere l’Imu-bis. Uno strumento nelle mani dei sindaci per finanziare asili, scuole, parchi, biblioteche, strade, parcheggi. Ma anche una nuova tassa sul mattone, il bancomat più gettonato in questo tempo di crisi e sacrifici.Istituita da Prodi con la Finanziaria 2007, l’imposta di scopo doveva essere la leva dei Comuni a parziale copertura delle opere pubbliche (prime case escluse). Un flop, in realtà. Utilizzata pochissimo – scelta da neanche una ventina di città – finisce poi nel decreto sul Federalismo fiscale dello scorso anno che a sua volta rimanda a un regolamento da emanarsi entro il 31 ottobre 2011.
Caduto nel nulla. Ecco allora il Semplifica-Italia che rende l’imposta più appetibile. Sotto tre aspetti: applicata per il doppio del tempo, fino a 10 anni dai 5, finanzierà il 100% delle opere, non più il 30, estesa anche alle prime case. Bel colpo.
Un’altra tassa sul mattone, però. Il motivo è chiaro. L’imposta funziona come l’Imu: stessa base imponibile, la rendita catastale (innalzata del 60 per cento dal Salva-Italia), aliquota fino ad un massimo del 5 per mille, colpisce tutti gli immobili. Aumentano poi anche le opere finanziabili (lo “scopo”), come il restauro e la conservazione di monumenti e palazzi storici, oltre che nuovi spazi per eventi, potenziamento del trasporto locale, arredi urbani significativi, giardini, musei. I sindaci individuano le opere, scelgono l’aliquota e i tempi di imposizione ed emettono il regolamento che disciplina l’imposta. Il mancato inizio dell’opera, entro due anni dal progetto, impone la restituzione dell’imposta.

mercoledì 18 aprile 2012

0 PRIMA VITTORIA DI A.E.C.I. CONTRO SKY ITALIA PER LE PENALI ILLECITE RICHIESTE AL CONSUMATORE


associazione di consumatori

A.E.C.I. mette a segno la prima vittoria contro SKY che persiste nel chiedere penali a privati e locali commerciali sino a 6.960 € per uso improprio della card.

Consumatore vs SKY Italia Srl.: 1-0. Importante vittoria messa a segno da A.E.C.I. Sonante cancellazione della causa intentata da SKY a danno di un consumatore per incompetenza territoriale. 

SKY ITALIA OLTRE AD AGIRE ILLECITAMENTE, È ANCHE INCOMPETENTE.

È accaduto a Roma. Ad un ragazzo di 35 anni SKY Italia Srl chiede una penale di 6.960 € per uso improprio della cardUna fantomatica ispezione da parte di SKY avrebbe riscontrato l’uso della card al di fuori della sua abitazione. In realtà, l’ispezione non c’è mai stata. Nessuno si è presentato a nome di Sky e il meccanismo ideato da Sky sembrerebbe dunque ordito solo per estorcere denaro a consumatori facilmente spaventabili. 

Allarmato dall’enormità della cifra, il ragazzo si rivolge ad A.E.C.I., che lo difende durante il tentativo obbligatorio di conciliazione presso il CO.RE.COM. Lazio (Comitato Regionale per le Comunicazioni) dove, come previsto dalla legge, al consumatore è data la possibilità di incontrare gli operatori di servizi di comunicazione e risolvere le controversie.
Secondo una pratica ormai nota, SKY NON si presenta, rifiuta il tentativo obbligatorio di conciliazione e preferisce convocare il malcapitato presso il Giudice di Pace di Milano
Qui la beffa: il Giudice di Pace cancella la causa per incompetenza territoriale.

SKY ITALIA OLTRE AD AGIRE ILLECITAMENTE, È ANCHE INCOMPETENTE.

Purtroppo, non è l’unico caso di abuso da parte di SKY segnalato e seguito da A.E.C.I. 
SKY Italia Srl continua in maniera sistematica a chiedere a consumatori penali per uso improprio della propria card privata utilizzata in maniera irregolare al di fuori della propria abitazione. Sino a 6.960 €, una cifra che fa impallidire.
Contemporaneamente sono state segnalate numerose richieste di denaro da parte sempre di SKY rivolte a locali commerciali, bar, ristoranti, circoli ecc. dove – secondo ispezioni condotte da presunti incaricati SKY – si sarebbe utilizzata in maniera impropria la card SKY. In questo caso, SKY chiederebbe una somma pari a € 800,00 a saldo e stralcio della propria situazione irregolare e la sottoscrizione di un abbonamento annuale di tipo commerciale.

L’intera operazione condotta da SKY Italia Srl su duplice binario alla nostra Associazione suona un po’ strana:
- da un lato SKY condanna al pagamento di un’esosa penale - senza contraddittorio né prova - indifesi consumatori, spaventati dai toni minacciosi utilizzati nelle comunicazioni;
- dall’altra SKY chiede denaro – sempre senza né contraddittorio, né prove – a commercianti, locali, ristoranti, circoli ecc. che, pur di continuare a lavorare e risolvere il problema, preferiscono pagare una somma transattiva, sanare l’”irregolare” e mettere un punto.

E, invece, un punto A.E.C.I. non lo vuole mettere. Dopo la nostra denuncia di qualche mese fa, A.E.C.I. continua a tenere alta l’attenzione.

A.E.C.I. sta difendendo tutti i consumatori incappati nella vicenda SKY e, in maniera sistematica, convoca SKY dinanzi sia al CO.RE.COM. (Comitato Regionale per le Comunicazioni) per il tentativo obbligatorio di conciliazione sia all’AGCOM (Autorità Garante per le Comunicazioni). Il rifiuto di comparire quando convocata denota una mancanza di rispetto verso il consumatore cui è negato il confronto e verso le Istituzioni e gli organi preposti.

A.E.C.I. ha inoltre provveduto a denunciare l’intera vicenda e il comportamento non corretto anche all’ ANTITRUST.

A.E.C.I. considera illecite le pretese di SKY Italia e le modalità con cui vengono rivolte e sta impugnando TUTTE le richieste di pagamento. 
Rivolgetevi ad A.E.C.I. per sapere come fare a tutelarvi, far applicare la legge e fermare il mancato rispetto da parte di SKY dei diritti dei consumatori.

Cosa fare?
A.E.C.I. invita tutti coloro che hanno ricevuto tale lettera (privati e attività):
- inviare una segnalazione ad A.E.C.I. tramite la mail helpdesk@euroconsumatori.eu; 
- rivolgersi alla sede A.E.C.I. più vicina;
- contattarci tramite la CHAT ON LINE su www.euroconsumatori.eu.

Per chiunque ricevesse simili richieste illecite da SKY, chiediamo ai consumatori e agli esercizi commerciali:
-  non cedete a richieste illegittime di denaro;
-  segnalatelo alla nostra Associazione.

Chiediamo all’Antitrust, l’Autorità Garante della Concorrenza e Mercato, e all’AGCOM, l’Autorità per le Comunicazioni:
verifica di eventuali pratiche non corrette;
verifica dei motivi per cui SKY rifiuta di presentarsi quando convocata in sede Co.re.com (Comitato Regionale per le Comunicazioni). 

giovedì 12 aprile 2012

0 NASCE A.E.C.I. VERONA 2. LA NOSTRA ASSOCIAZIONE DI CONSUMATORI ARRIVA A NOGARA










Diamo il benvenuto agli amici di Verona che hanno deciso di accompagnarci in questo percorso di crescita. Da oggi infatti il nuovo sportello di AECI Verona (Associazione Europea Consumatori Indipendenti) darà ascolto e soluzione ai consumatori della città veneta.









A.E.C.I. VERONA2via Palmino Sterzi 837054 NOGARA (VR)Tel.0442 510360Fax 1785141email : aeciverona2@euroconsumatori.eu

venerdì 6 aprile 2012

0 Buona PASQUA 2012

martedì 3 aprile 2012

0 Dal 1° aprile è più facile chiudere le liti fiscali

In pratica attraverso un'apposita istanza, il contribuente - oltre a sottoporre in via preventiva alla competente struttura dell'Agenzia delle Entrate i motivi per i quali intende chiedere al Giudice tributario l'annullamento, totale o parziale, dell'atto - può anche formulare una motivata proposta di mediazione che prevede una rideterminazione dell’ammontare della pretesa.
Per le controversie di valore non superiore a 20.000 euro, relative ad atti dell'Agenzia delle Entrate (avvisi di accertamento, avvisi di liquidazione, cartelle di pagamento, avvisi di mora, ecc.), notificati a decorrere dal 1° aprile 2012, il contribuente è tenuto ad utilizzare in via preliminarel'istituto della mediazione prima di presentare ricorso al giudice tributario, pena l'inammissibilità del ricorso stesso.
http://www.sxc.hu/photo/284089/?forcedownload=1Lo ha stabilito il D.L. n. 98/2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111/2011. L'obiettivo è quello di ridurre sensibilmente il numero di processi tributari e demandare così alla valutazione del giudice solo le questioni effettivamente rilevanti.
Per semplificare gli adempimenti dei contribuenti, è stato predisposto dall'Agenzia questo fac-simile di istanza. Naturalmente il contribuente è libero di utilizzare schemi diversi, purché redatti in conformità al contenuto della normativa di cui all'articolo 17-bis del D.Lgs. n. 546 del 1992.
Il valore della controversia va determinato con riferimento a ciascun atto impugnato ed è dato dall’importo del tributo contestato dal contribuente, al netto degli interessi, delle eventuali sanzioni e di ogni altro eventuale accessorio.
Per atti notificati dal 1° aprile 2012 si intendono gli atti ricevuti dal contribuente a decorrere da tale data.
L'istanza, a cui non si applica l’imposta di bollo, va notificata alla Direzione regionale o provinciale o al Centro operativo dell'Agenzia delle entrate.
L'Ufficio legale dell'Agenzia delle Entrate, al termine della fase istruttoria, può decidere di accogliere, anche parzialmente, o di rigettare l'istanza ovvero può formulare una proposta di mediazione.
La mediazione comporta il beneficio per il contribuente dell'automatica riduzione delle sanzioni amministrative del 60%.
L'accordo di mediazione si conclude con la sottoscrizione da parte dell'Ufficio e del contribuente e si perfeziona con il versamento entro venti giorni dell'intero importo dovuto ovvero della prima rata, in caso di pagamento rateale (è previsto un massimo di otto rate trimestrali di pari importo).
Il pagamento deve essere effettuato, anche tramite compensazione, con il modello F24.
Qualora il contribuente non dovesse versare solo una delle rate successive alla prima, l’atto di mediazione costituisce titolo per la riscossione coattiva.
AECI Verona rimane a disposizione per ogni chiarimento......

0 Benzina/ Consumatori: Due pieni costano quasi quanto metà dell'Imu

"Situazione drammatica, inciderà su partenze pasquali"




La benzina raggiunge nuovi record, la media nazionale si attesta a 1,90-1,91 euro al litro, con punte di 1,99 euro al litro. "È il momento di bloccare questa corsa inarrestabile.

Rispetto all'inizio dell'anno, infatti, un pieno costa 10,50 euro in più, mentre, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, costa 22,50 euro in più". E' quanto affermano gli esperti di AECI in una nota. "Un aumento incredibile, ormai il rifornimento mensile per un'automobile (2 pieni al mese) arriva a costare oltre 191 euro. Questo vuol dire che - afferma l' associazione dei consumatori - la spesa per 2 pieni di benzina equivale a circa metà di quanto una famiglia media dovrà pagare per l'Imu". 

E ancora "Una situazione drammatica, che inciderà pesantemente anche sull'andamento delle partenze in occasione della Pasqua per questo, come ribadiamo da tempo, è urgente avviare misure urgenti per contrastare questo fenomeno. La prima cosa da fare, in questo senso, è realizzare l'accisa mobile: cioè quel meccanismo automatico che prevede una diminuzione dell'accisa quando aumenta l'Iva sul prezzo industriale della benzina a causa del petrolio). Strumento essenziale, in grado di riequilibrare la tassazione".

Inoltre, prosegue, "è necessario, da un lato disporre controlli e verifiche sui meccanismi speculativi (a partire dalla doppia velocità) e, dall'altro, agire con determinazione in direzione della modernizzazione e della completa liberalizzazione del settore. Ovviamente, in questo scenario, è impensabile e sarebbe da irresponsabili aumentare ulteriormente l'Iva da settembre".

mercoledì 28 marzo 2012

0 Atlante dei diritti del consumatore di energia

AECI Verona dopo numerose segnalazioni contribuisce a far luce sul mondo dell'energia, i contratti e le clausole a cui spesso il consumatore ignaro deve sottostare.


Atlante dei diritti del consumatore

di energia


Icona AtlanteUna serie di domande e risposte per orientare i consumatori di energia elettrica e gas nel mercato dell’energia e per far conoscere le garanzie e le tutele definite dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

Per navigare all’interno dell’Atlante , scegliete il settore:







Icona Gas     2 - gas 


mercoledì 21 marzo 2012

0 Truffe internet, ora arrivano false offerte di lavoro

Ma ora il giro si fa più importante perché arrivano false offerte di lavoro.

La truffa in rete si arricchisce di una nuova figura professionale, se c’è chi svuota il conto bancario online, ora c’è l’intermediario che mette a disposizione il proprio conto per lavare e far sparire il danaro.
Il fenomeno del cosiddetto phishing è quello che oramai impazza nelle email di tutti i giorni. Ti chiedono i dati del tuo conto online, compresa password per entrarvi, spacciandosi per la tua banca. E poiché non si sa quale sia la banca dove hai i tuoi soldi, le e-mail sparano nel mucchio con tutti i più importanti istituti bancari.
associazione di consumatoriOra persino il famoso sito delle compravendite e-bay è nel mirino dei truffatori. Sperando che tu sia un venditore online, ti arrivano delle e-mail di persone incavolate perché non hai proceduto ad inviare la merce per cui ti si chiede la password per entrare nella tua personale home page della compra-vendita.
L’obiettivo è quello di usare i tuoi parametri per vendere il "nulla" a poveri sfortunati. Una truffa nella truffa.
E’ quello che è capitato a una signora che si è rivolta alla nostra associazione disperata dopo aver accettato questa “offerta di lavoro” ed averci rimesso circa € 10.000 e anche una denucia.
E sì, perché coloro che sono riusciti a svuotare il conto ad ignari malcapitati, cercano affiliati assistenti online che mettano a disposizione il proprio conto corrente su cui far transitare i soldi delle truffe da convogliare ad altri amministratori online anche tramite trasferimento contanti (wester union ecc) che creano dei conti correnti vergini ( a zero ) per ricevere i pagamenti e fare a loro volta bonifici.
La signora è stata avvertita dalla sua Banca che quelle operazioni potevano essere sospette e la signora ha sporto denuncia alla Polizia Postale e dietro loro consiglio ha bonificato rendendo indietro i soldi ricevuti agli ignari correntisti.
Un sistema per fare denaro in poco tempo. Sta di fatto che quando gli ignari correntisti si trovavano il conto corrente alleggerito scattavano le denuncie e poco è servito cercare di riparare e quindi la signora, anche se in buona fede, si è trovata con una denuncia penale.
Una rete nella rete per riciclare il danaro coinvolgendo persone ingenue, sprovvedute oppure consapevoli imprenditori in difficoltà.
Il tentativo di riciclaggio è stato contestato in relazione al trasferimento di 10 mila euro che provenivano dal reato di truffa attraverso l’illecito prelievo on line dal conto corrente bancario di altri signori, in favore di altre persone con cui, la Signora, pare si fosse accordata prestandosi a svolgere il ruolo di soggetto interposto disponibile a consentire l’utilizzo del proprio conto corrente bancario per un temporaneo accredito del denaro, che poi doveva essere destinato al trasferimento ad altri soggetti, trattenendo una percentuale.
Con il risultato che chi ruba i soldi da un poveraccio, cerca altri poveracci che creino il circuito in rete per far sparire i soldi.
AECI invita tutti a un altissima attenzione e invita chi fosse incappato in questo problema a comunicarcelo a alle nostre sedi AECI sparse per il territorio per ottenere consigli su come muoversi.

Pubblichiamo le truffe più frequenti della rete

Per riconoscere una frode in Rete bisogna capire come funziona e come si presenta, tenendo presente che ognuna "sfrutta" i punti deboli degli utenti gabbati (bisogno di soldi, necessità di trovare un lavoro, voglia di cambiare vita e così via).
Ecco la top 10 delle truffe online più diffuse
  1. Agevolazione nella ricerca di lavoro
    La truffa consiste nel proporre un impiego su misura con frasi del tipo: "Il lavoro perfetto per te ti sta aspettando. Noi ti aiutiamo a ottenerlo". Così, le vittime sono spinte apagare delle cifre, anche piuttosto alte, per avere accesso al posto di lavoro sognato. Che poi, naturalmente, non arriva. Oppure, per essere messi in lista d'attesa per il lavoro richiesto, ai malcapitati viene domandato di fornire i propri dati bancari con il pretesto della raccolta delle informazioni personali necessarie all'assunzione.
  2. Servizi per ridurre i debiti
    I truffatori si propongono come persone in grado di aiutarvi a cancellare o a ridurre i vostri debiti. In cambio di una percentuale di quello che dovete alle banche o in genere ai vostri creditori, promettono di estinguere o rinegoziare gli obblighi finanziari che avete contratto. Il risultato? I consumatori gabbati si trovano ad avere debiti più elevati rispetto a quelli di partenza.
  3. Lavoro da casa
    In questo caso, il raggiro punta a convincere le vittime che lavorando da casa si possono avere guadagni migliori che in ufficio. I criminali propongono, sotto pagamento, di insegnare i segreti per fare soldi online acquistando prodotti da rivendere a prezzo più alto oppure invitano a diventare un mystery shopper (un acquirente "fantasma" pagato per testare la qualità delle merci e dei servizi delle aziende). I bersagli di queste truffe sono gli impiegati stanchi del lavoro d'ufficio: in molti casi, senza saperlo, diventano deimediatori per la rivendita di beni rubati. In altre parole, ricettatori. Alla fine, anziché guadagnare denaro, si finisce con il perdere migliaia di euro in azioni legali contro i delinquenti.
  4. Intermediazioni immobiliari
    Avete bisogno di vendere la vostra casa al mare ma non avete il tempo per farlo? Affidatevi a noi e in cambio di piccole commissioni porterete a termine la vendita con successo e in poco tempo. Con slogan del genere, i frodatori che si fingono agenti immobiliari riescono a raccogliere migliaia di euro in commissioni ma poi, nel momento in cui le compagnie truffaldine devono vendere gli immobili scompaiono con il bottino. E le case restano invendute.
  5. Offerte di prova gratuite (ma non troppo)
    Uno degli inganni online più diffusi. Nelle mail, sono presenti inviti a provare gratuitamente dei prodotti o dei servizi. Il pagamento degli stessi beni offerti avviene solo se si accetta di continuare a usufruire di quanto proposto. Il problema è che anche quando i clienti non vogliono proseguire nell'utilizzo delle merci offerte, i truffatori fanno in modo che diventi quasi impossibile cancellarsi dal meccanismo e, dopo la prima "promozione", continuano a spillare soldi ogni mese.
  6. Riparazioni domestiche
    Donne, è arrivato l'arrotino online. Si potrebbe sintetizzare così questo tipo di frode su Internet. Ecco cosa succede: sedicenti aziende che si occupano di fare riparazioni in casa si propongono di fare lavori di tutti i tipi (dall'aggiustare il tetto a tagliare gli alberi) per tariffe dimezzate rispetto a quelle di mercato. L'obiettivo dei truffatori, in questo caso, è quello di ottenere degli anticipi in denaro prima ancora di fare i lavori. Perché, ovviamente, quei lavori non verranno mai effettuati, lasciando i malcapitati con la casa ancora da riparare e il portafogli "più leggero".
  7. Premi già vinti
    L'esca in questo tipo di raggiro è semplice: "Hai vinto 5.000 euro. Ecco come fare per intascarli". In pratica, si fa credere alle vittime di essere i vincitori di una lotteria o di un ricco concorso a premi, specificando che l'unico step necessario per passare alla fase della riscossione è quello di pagare le tasse relative alla vincita. Chi cade nella trappola, paga il tributo perché vede che è molto inferiore alla somma promessa. Quella cifra però non arriva mai. Ma nel frattempo la tassa è già stata versata. E l'unico a festeggiare è il truffatore.
  8. Prestiti
    "Hai bisogno di un prestito? Nessun problema. Noi sappiamo come fartelo avere". Attraverso promesse del genere, i protagonisti di questi raggiri riescono a spillare denaro alle vittime sotto forma di "commissioni per avviare la pratica". E le cifre trafugate possono arrivare anche a migliaia di euro. Come prevedibile, alla fine i prestiti non vengono mai concessi.
  9. Restituzione di piccole somme di denaro
    Questa tecnica, meno diffusa di altre, è tra le più raffinate. I truffatori riescono a carpire dati sugli ultimi pagamenti in entrata ricevuti dai bersagli delle loro frodi. A quel punto,fingendosi i soggetti che hanno versato le somme comunicano alle vittime che nella transazione eseguita è stato inviato più denaro rispetto a quello dovuto. E aggiungono: "Siete pregati di restituirci questa piccola quota aggiuntiva che non vi spetta". Trattandosi di importi molto bassi, alcuni consumatori tendono a fidarsi e mandano la cifra richiesta. Non si accorgono, però, che il destinatario di quel denaro non è l'individuo o la società che li ha pagati ma un impostore.
  10. Furto di identità
    I delinquenti propongono affari online non chiedendo nessuna somma in denaro ma solo la conferma di alcuni dati. Ovviamente, tra quei dati ci sono anche quelli bancari o le informazioni sensibili (tra cui le password) utili ad aprire linee di credito presso le banche del soggetto truffato o direttamente per rubare soldi. I furti di identità sono quelli che costringono le vittime a passare più tempo nel tentativo di riparare a tutti i danni fatti dai ladri.

martedì 13 marzo 2012

0 Truffa Italia-programmi.net:

Secondo le denunce ricevute, digitando sul motore di ricerca il nome di un determinato software accompagnato dalla parola “gratis” o “gratuito” o “free” i consumatori venivano indirizzati sul sito,  all’interno del quale non vi era alcun riferimento all’onerosità dell’operazione. L’utente, quindi, procedeva con il download il programma ma dopo qualche mese riceveva l’amara sorpresa: una richiesta di pagamento di € 96 all’anno per un abbonamento biennale instauratosi, a sua insaputa, con la società  Estesa Limited.
Sono ancora tanti e in aumento i consumatori che segnalano alle sedi di AECI di essere rimasti vittime dell’ormai noto sito www.italia-programmi.net. AECI Verona intende fornire alcuni consigli utili:
Della vicenda  si è occupata anche l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, la quale  con provvedimento del 14 dicembre 2011 ha condannato la società Estesa una multa per complessivi 1.500.000 euro per le pratiche commerciali ingannevoli e aggressivemesse a punto dalla società attraverso il sito www.italia-programmi.net e che hanno coinvolto, stando ai dati dello scorso dicembre, già oltre 25mila consumatori. Da gennaio coloro che fossero stati vittima di questa pratica commerciale scorretta, anche se non hanno presentato segnalazioni all’Autorità garante della concorrenza e del mercato o ad altra Amministrazione pubblica, possono utilizzare in giudizio il provvedimento dell’Autoritàsia nel caso in cui vengano citati da Estesa, sia per citare in giudizio Estesa al fine di ottenere l’eventuale rimborso di quanto indebitamente pagato.
Consigliamo quindi tutti coloro che ricevono la richiesta scritta di pagamento, senza essere stati resi edotti correttamente ed in modo trasparente che lo “scaricare” il programma non era una attività gratuita, di diffidare, attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno, la Estesa Limited (Gateway 2478 Rue de la Perle Providence Mahe Republic of Seychelles).Consigliamo, inoltre, di segnalare la diffida, per opportuna conoscenza, anche all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato compilando il modulo online (http://www.agcm.it/invia-segnalazione-online.html), o contattando il numero verde 800.166.661 oppure per posta all’indirizzo Piazza Verdi, 6/a 00198 Roma”, nonché contestare la totale assenza di ogni indicazione sul diritto di ripensamento.
Le sedi di AECI sono a disposizione per affrontare e contrastare le richieste di pagamento. 
Info contatti per il Veneto: AECI Verona, tel 045.4851202 oppure verona1@euroconsumatori.eu.

Scarica qui di seguito il testo del provvedimento sanzionatorio da parte della AUTORITA' GARANTE della CONCORRENZA e del MERCATO.

mercoledì 7 marzo 2012

0 Siti web e credito al consumo

 Mancanza di informazioni sul Taeg (tasso annuo effettivo globale) e sulla durata del contratto di credito, presentazione poca chiara se non addirittura ingannevole dei costi, nessun riferimento alle polizze obbligatorie previste dalle singole operazioni, nessun riferimento ai diritti del consumatore sul recesso piuttosto che sull’estinzione anticipata: sono queste le principali irregolarità riscontrate.
Da un'indagine condotta dall'Unione europea su oltre 500 siti web di 27 Paesi che offrono credito al consumo, sono emersi risultati piuttosto deludenti: ben il 70% dei siti non risulta in regola. L'Italia presenta una situazione addirittura peggiore, con l'80% dei siti non in linea con gli standard europei sulle direttive del credito al consumo.
Di fronte ad una situazione così grave le autorità nazionali competenti sono state chiamate dalla Commissione europea ad intervenire. In particolare dovranno chiedere agli operatori dei siti spiegazioni sulle irregolarità rilevate e imporre l'adozione dei correttivi necessari affinché le informazioni possano risultare chiare e trasparenti per il consumatore.
Se ciò non dovesse accadere gli stessi operatori potranno essere sanzionati e costretti perfino a chiudere il proprio sito web.

 

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