lunedì 30 gennaio 2012

0 SKY INSISTE NEL CHIEDERE SOLDI A PRIVATI E LOCALI COMMERCIALI PER USO IMPROPRIO CARD

Dopo numerose ispezioni irregolari di presunti incaricati SKY, la nostra Associazione di Consumatori denuncia l’irregolare condotta

Persiste SKY nel chiedere a consumatori penali per uso improprio della propria card privata utilizzata al di fuori della propria abitazione in maniera irregolare. Sino a 6.960 €, una cifra che fa impallidire.

Contemporaneamente sono state segnalate numerose richieste di denaro da parte di SKY rivolte a locali commerciali, bar, ristoranti, circoli ecc. dove – secondo ispezioni condotte da presunti incaricati SKY – si sarebbe utilizzata in maniera impropria la card SKY. 
In questo caso, SKY chiederebbe una somma pari a € 800,00 a saldo e stralcio della propria situazione irregolare e la sottoscrizione di un abbonamento annuale di tipo commerciale.

L’intera operazione condotta da SKY su duplice binario alla nostra Associazione suona un po’ strana:
- Da un lato la condanna al pagamento di un’esosa penale senza contraddittorio né prova per indifesi consumatori spaventati dai toni minacciosi utilizzati nelle comunicazioni; 
- Dall’altra la richiesta di denaro – sempre senza né contraddittorio, né prove – a operatori commerciali che pur di continuare a lavorare e risolvere il problema preferiscono in alcuni casi pagare una somma transattiva, sanare l’”irregolare” e mettere un punto.

E, invece, un punto A.E.C.I. non lo vuole mettere. Dopo il nostro primo approfondimento (vedi l'articolo dedicato http://www.euroconsumatori.eu/leggi_articolo.php?id=256) A.E.C.I. è all’erta.

Chiediamo ai consumatori e agli esercizi commerciali:
- non cedete a richieste illegittime di denaro;
-  segnalatelo alla nostra Associazione.

Chiediamo all’Antitrust, l’Autorità Garante della Concorrenza e Mercato, e all’AGCOM. L’Autorità per le Comunicazioni,:
- verificare di eventuali pratiche non corrette;
- verificare i motivi per cui SKY rifiuta di presentarsi quando convocata in sede Co.re.com. (Comitato Regionale per le Comunicazioni). Questo denota una mancanza di rispetto verso il consumatore cui è negato il confronto e verso le Istituzioni e gli organi prepostisottraendosi ad una procedura obbligatoria per la risoluzione delle controversie

Tralasciando l’enormità della somma richiesta a privati cittadini per la presunta violazione del contratto, qualche dubbio resta sulla modalità con la quale sono stati  effettuati da SKY i controlli. Leggiamo, infatti, sempre sulle Condizioni di abbonamento:
L’Abbonato si impegna a permettere ai tecnici inviati da SKY, muniti di tesserino di riconoscimento, l’accesso al locale […] , previo appuntamento concordato dall’Abbonato con SKY.

A.E.C.I. considera illecite le pretese di SKY e le modalità con cui vengono rivolte e sta impugnando tutte le richieste di pagamento. Rivolgetevi ad A.E.C.I. per sapere come fare a tutelarvi, far applicare la legge e fermare il mancato rispetto da parte di SKY dei diritti dei consumatori.

lunedì 9 gennaio 2012

0 Caro Mutui, allarme associazioni consumatori

La BCE ha iniziato una stretta il mese scorso, che ha portato all'innalzamento dei tassi dall'1% all'1,25%, con la previsione di altri due rialzi entro l'anno, di 25 punti base ciascuno (o 0,25% ciascuno). La ripercussione immediata è stato l'aumento dell'Euribor, il tasso sul cui andamento trimestrale le banche applicano gli interessi sui mutui.

A dire il vero, già dalla fine dello scorso anno, con la ripresa in atto, l'Euribor ha iniziato a crescere, raddoppiando in meno di un anno, sebbene va chiarito che i livelli attuali siano ancora i più bassi da quando esiste l'euro, e, in realtà, anche da prima, per l'Italia. Tuttavia, i consumatori lanciano l'allarme, che fanno notare come su un mutuo di 100.000 euro, di durata decennale o quindicennale, l'aumento medio della rata mensile sarà di 11,50 euro, pari a 138 euro all'anno, mentre per un mutuo di 20 o 25 anni, l'aumento sarebbe di 150 euro l'anno. Per un mutuo di 150.000 euro, della durata di 10 o 15 anni, l'aumento previsto dell'importo della rata sarebbe di 17,25 euro al mese, pari a 207 euro l'anno, che diventano 23 euro mensili, pari a 276 euro l'anno, per un mutuo di 200.000 euro, di pari durata. Sempre su un mutuo di 200.000 euro, ma con durata di 20 o 25 anni, la rata aumenterebbe di 25 euro al mese, pari a 300 euro l'anno.

venerdì 6 gennaio 2012

0 "GUIDA ACCOMPAGNATA" PER MINORI

In vigore dal 22 aprile 2012 le nuove modalità per la guida accompagnata per i diciassettenni
 
Il 22 aprile 2012 entrerà in vigore il decreto del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti che descrive le modalità di rilascio dell'autorizzazione alla "guida accompagnata" per i minori diciassettenni che hanno già la patente di guida per la moto. Il regolamento permette ai minori di esercitarsi alla guida di autoveicoli, per prepararsi a sostenere, compiuti i 18 anni, l'esame di pratica per la patente B.
Per fare ciò i minori devono seguire un corso di formazione propedeutico alla guida accompagnata, presso un’autoscuola, con una durata di almeno dieci ore effettive di guida. Al termine delle dieci ore l’allievo ha il diritto al rilascio dell’attestato di frequenza.
L'istanza per richiedere l'autorizzazione alla guida accompagnata deve essere presentata ad un Ufficio della motorizzazione, firmata dal genitore o dal legale rappresentante il minore, ed anche dallo stesso minore. A questa istanza devono essere allegati:
·      un'attestazione su conto corrente n. 4028 (per le imposte di bollo sull'istanza e sull'autorizzazione alla guida accompagnata);
·      un'attestazione di versamento su conto corrente n. 9001;
·      una certificazione attestante la sussistenza dei requisiti psico-fisici;
·      una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà comprovante la qualità di genitore, ovvero di legale, con relativa documento di identità del dichiarante.
 
I soggetti designati come accompagnatori autorizzati alla guida accompagnata devono avere:
·      un’età non superiore a sessanta anni;
·      essere in possesso, da almeno dieci anni, della patente categoria B o superiore rilasciata dallo Stato italiano o da un altro Stato comunitario o appartenente allo Spazio economico europeo da almeno cinque anni.
 
Nelle esercitazioni di guida accompagnata:
·   il minore  deve avere con sé l’autorizzazione e la patente di cui è titolare;
·   l’accompagnatore deve avere con sé la patente di guida prescritta;
·    gli autoveicoli devono essere muniti, nella parte anteriore e superiore, di un contrassegno recante le lettere alfabetiche maiuscole “GA”, di colore nero su fondo giallo retroriflettente (di dimensioni 120 x 150 mm). Tale contrassegno deve essere applicato in posizione verticale o subverticale in modo ben visibile e tale da non ostacolare la necessaria visibilità dal posto di guida e da quello occupato dall’accompagnatore.

giovedì 5 gennaio 2012

0 Dati di visualizzazione del BLOG AECI Verona

Lo staff di AECI Verona ritiene importante divulgare alcuni dati relativi al nostro BLOG.

Di seguito è possibile, infatti, comprendere come nei primi 60 giorni dalla sua creazione il BLOG venga monitorato quotidianamente da molte persone.
Questi dati e la loro lettura ci permette inoltre di meglio comprendere quali tematiche/problematiche siano di maggior interesse, e di conseguenza a quali attività dovremo dare la priorità. 



Rimaniamo sempre a Vostra disposizione al 347-3680236 o al 045-7636648 o mail: verona.euroconsumatori@gmail.com

mercoledì 4 gennaio 2012

0 Vademecum per i saldi

La stagione dei saldi invernali è cominciata, così come è iniziata la corsa all'acquisto scontato. Ma non facciamoci prendere dall'euforia: per evitare brutte sorprese è sufficiente seguire qualche semplice consiglio.











  • Confrontate il cartellino del prezzo vecchio con quello ribassato: se avete dubbi sulla percentuale di sconto o il prezzo non vi sembra corretto, chiedete chiarimenti al negoziante.
  • Controllate che i capi siano in buone condizioni. Se il difetto viene fuori dopo l'acquisto, potrete chiedere la risoluzione del contratto: il negoziante deve restituirvi l'importo pagato oppure ridurvi il prezzo. È importante conservare lo scontrino.
  • Nel caso in cui il negoziante lo consenta, provate sempre l'articolo scelto: se vi pentite dell'acquisto non potrete poi cambiarlo. Infatti il cambio è a discrezione del commerciante. Quindi chiedetegli sempre se vi consentirà di effettuare un cambio e quanti giorni avete per farlo.
  • Evitate di acquistare i capi d'abbigliamento che non abbiano le due etichette (quella di composizione e quella di manutenzione), per evitare di danneggiarli nella pulitura a secco o in quella ad acqua fatta a casa.
  • Fate attenzione che la merce in saldo sia quella stagionale. La legge prevede, infatti, che i saldi non riguardino tutti i prodotti, ma solo quelli di carattere stagionale e articoli cosiddetti di "moda", cioè quelli che hanno probabilità di deprezzarsi se non vengono venduti durante una certa stagione.
  • Ricordate che i prezzi esposti vincolano il venditore: se alla cassa viene praticato un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato, fatelo notare al negoziante e non esitate, in caso di problemi, a far intervenire la polizia municipale.
  • La garanzia vale per due anni dall'acquisto. Attenzione, dunque, agli scontrini di carta chimica, che sbiadiscono dopo qualche mese; fotocopiateli per poterli esibire al momento opportuno. La garanzia va fatta valere entro sessanta giorni dal momento in cui si scopre il difetto (D.lgs. 24/2002).
  • Un negoziante convenzionato con una carta di credito è tenuto ad accettarla sempre, anche in periodo di saldi, e a non aumentare i prezzi per pagamenti effettuati con la carta.
  • Attenzione ai pagamenti effettuati con la carta revolving, perché i tassi applicati possono superare il 20%. Questo strumento di pagamento può essere conveniente nel solo caso di rimborso del capitale in tempi brevissimi, vale a dire pochi mesi.
  • Attenzione a non fare il passo più lungo della gamba: le dilazioni di pagamento possono indurre in tentazione, ma fate bene i conti per evitare di trovarvi nell'impossibilità di saldare le rate.

mercoledì 21 dicembre 2011

0 Auguri di Buon Natale

venerdì 16 dicembre 2011

0 Il giudice di pace invalida la Ztl «Doveva istituirla un dirigente»

Una sentenza della Cassazione dice che la zona a traffico limitato deve essere varata da un funzionario e non dal sindaco. «Illegittimi» i provvedimenti presi da Sironi, Zanotto e Tosi. Il caso di un'automobilista sanzionata 61 volte!!!!


Zona a traffico limitato. O, per meglio dire, «caos». 

Verona. Sbaglia una lettera e demolisce la Ztl. Fa ricorso per non pagare una multa e spazza via 11 anni di divieti e contravvenzioni. Automobilisti alla riscossa. Che succede? Nientepopodimeno che la Zona a traffico limitato a Verona non esiste perché è nata con un vizio di forma: non doveva essere un sindaco a istituirla, ma un dirigente comunale. Lo dice la legge, lo ha scoperto l'avvocato Edoardo Giacino che difendeva l'automobilista e lo ha ribadito nella sua sentenza (3568/11), destinata a far sicuramente rumore, il giudice di pace Carlo Degani nella causa civile promossa da Flora Carlotti contro il Comune. 
RAGIONI DI DIRITTO. E' scritto in stretto burocratese, nero su bianco, in tre paginette, ma nella sostanza è un provvedimento chiarissimo. Cos'è accaduto? E' presto detto. Il Giudice di pace ha accolto il ricorso presentato contro il Comune da Flora Carlotti che si era vista recapitare a casa 61 contravvenzioni per avere violato i varchi della Ztl, «priva della necessaria autorizzazione». Non deve pagarle poiché, ha sancito il magistrato: «...L'opposizione è fondata e va pertanto accolta». E lo spiega: «Il Giudice di pace ha il potere di sindacare, incidentalmente, la legittimità degli atti amministrativi e, in caso ravvisi la sussistenza di un vizio di legittimità, può disapplicare l'atto amministrativo viziato». In soldoni dice: se le ordinanze che hanno istituito la Ztl sono illegittime, di conseguenza, lo sono anche le contravvenzioni elevate in suo nome.
RAGIONI DI FATTO. Ma andiamo con calma. Cosa è successo? Perché le ordinanze che hanno creato la Ztl dovrebbero essere illegittime? Partiamo dall'inizio e diciamolo subito: è tutta colpa di una targa, o meglio, di una lettera, e lo racconta bene il sito Veronaparla.com. Flora Carlotti, che abita in centro, quando chiese il pass per la Ztl trascrisse male una lettera per avere il permesso: la invertì (invece di RL scrisse LR ) senza accorgersene e per tre mesi passò sotto l'occhio elettronico in tutta tranquillità. Poi un giorno la sgradita sorpresa: 61 multe e quasi 6mila euro da pagare. Flora Carlotti rimase interdetta, un disastro. Tuttavia pensava di risolvere l'inghippo dimostrando al Comune che l'autovettura in questione era sua e che si era trattato solo di un errore. Ma niente. 
La signora Carlotti si è rivolta allora all'avvocato Giacino, che inizialmente con Palazzo Barbieri ha optato per la linea morbida facendo leva sulla "buona fede". Niente da fare. L'avvocato allora si messo a studiare leggi, fascicoli, ordinanze, disposizioni, codici finché è incappato nel testo Unico sugli enti locali istituito nel 2000. 
SORPRESA. Bingo! Perché? Perché né il sindaco Michela Sironi che ha introdotto la Ztl proprio nel 2000 (ma alcuni mesi dopo l'emanazione del Testo unico), né il sindaco Paolo Zanotto, che l'ha ampliata nel 2005, avevano tenuto conto delle modifiche nelle competenze che il testo unico aveva nel frattempo istituito tra organi comunali (sindaco, giunta, consiglio e dirigenti): al sindaco spettano le funzioni di «indirizzo politico», al dirigente spetta la «gestione ordinaria». E poiché l'avvocato ha dimostrato che la Ztl non è una faccenda politica, ecco che il giudice ha dato ragione alla signora Flora annullandole tutte le multe, poiché, spiega: «... i due provvedimenti (Sironi-Zanotto ndr) inerenti la disciplina della circolazione nella Ztl appaiono affetti dal vizio di legittimità inerente l'incompetenza dell'Organo emanante (sic!) dato che i provvedimenti in tema di disciplina della circolazione sulle strade comunali rientrano nella competenza della dirigenza comunale». «Accertata perciò l'illegittimità delle ordinanze sulla base delle quali emessi gli opposti verbali, dette ordinanze vanno, con riferimento ai rapporti de quibus, disapplicate facendo, conseguentemente, venire meno la legittimità delle pretese sanzionatorie». 
Fin qui la sentenza, che ha superato la contraria giurisprudenza (era il 2006 ndr) del Tar del Veneto. E sul problema delle spese? Salomonica la decisione del giudice. Ecco cosa dice: «Attesa, infine, la complessità della questione di diritto sollevata nella presente causa nonché la divergente giurisprudenza formatasi sul punto, si reputa sussistere giusti motivi per compensare tra le parti le spese di giudizio». 
COMPENSAZIONE. Magra consolazione per il Comune che ora rischia di essere preso d'assalto da orde di automobilisti imbufaliti, ma pronti a sventolare la sentenza sotto Palazzo Barbieri.






giovedì 15 dicembre 2011

0 Regali di Natale: truffe nello shopping online

Il Natale è ormai alle porte. In tempi di crisi, un buon periodo per fare affari e concludere un anno difficile in bellezza. Lo pensano certamente molti commercianti ed è bene, da clienti accorti, guardarsi da eventuali piccole truffe o false offerte – cui magari rischiamo di cadere nella frenesia dell’ultimo minuto. Purtroppo, però, lo pensano anche molti cybercriminali. Prepariamoci, dunque, ad un’invasione di spam, messaggi truffaldini via posta ed, in generale, via internet.


Chi scrive ha già potuto constatare una presenza media di spam superiore alla media nella propria posta personale, in parte anche oltre le barriere ed i filtri solitamente efficaci. L’accortezza è un obbligo, in questi casi, dato che come sapete i rischi sono tutt’altro che piacevoli. Ritrovarsi a comprare con la propria carta di credito un qualsiasi regalo in un sito non meritorio di fiducia è un evento da non consigliare neanche al nostro peggior nemico.
L’azienda tedesca G Data Software AG ha diffuso un comunicato in cui oltre a lanciare un allarme simile al nostro, presenta una semplice guida per sfuggire almeno al grosso dei trabocchetti. Inizia con la presentazione dei 5 più grandi pericoli che si corrono durante lo shopping natalizio online:
·       Email con esca pubblicitaria. In questo tipo di email i criminali online promettono prodotti come orologi di lusso e scarpe di marca a un prezzo estremamente basso. I link integrati nelle email traggono in inganno l’utente indirizzandolo su falsi siti web infettati da malware o falsi negozi online dove i dati personali e/o bancari vengono rubati durante il processo di compilazione dell’ordine.
·       Frode relativa all’internet banking. L’internet banking è molto popolare tra la gente che acquista online i regali di Natale. Le transazioni bancarie elettroniche rendono più veloce e facile il pagamento dei regali ordinati online. I Trojan bancari stanno perciò diventando sempre più utilizzati dai criminali online che se ne servono per inserirsi nei processi di pagamento e dirottare denaro sui propri account. Gli utenti Pc possono essere infettati da questi malware in diversi modi: per esempio, un utente può ricevere un falso avviso da una banca comunicante che la transazione non è andata a buon fine. Per ripetere la transazione, l’utente viene invitato a cliccare su un link che rimanda a un sito Internet infettato con un Trojan bancario.
·       Email da falsi servizi di spedizione. I regali di Natale che sono stati ordinati online arrivano di norma attraverso i corrieri. I criminali online sono a conoscenza di ciò e ne approfittano inviando false email con conferme di spedizione e fatture. Questi messaggi potrebbero suggerire che un pacco non può essere consegnato o, come nel caso di una falsa email di UPS, che la fattura per la spedizione è disponibile nel centro fatturazione. Quest’ultimo tipo di email contiene un allegato che nasconde un key logger. Se l’utente clicca sull’allegato il malware entra in esecuzione ed è in grado di spiare tutti gli input dati dalla tastiera, come per esempio i dati di login per i servizi di pagamento o l’online banking.
·       Email da servizi di pagamento. I criminali mandano anche email che parrebbero provenire da servizi di pagamento i quali avvisano che l’account dell’utente è stato bloccato per alcune irregolarità o che una transazione non è andata a buon fine. Il destinatario viene invitato a cliccare su un link per ripetere la procedura di pagamento o sbloccare l’account. Come già visto anche in questo caso il link rimanda a un falso sito Internet pensato appositamente per rubare i dati dell’utente o infettato con del malware.
·       False cartoline di auguri. Un’ altra strategia molto popolare nel periodo natalizio è quella di mandare via email false cartoline di auguri. Queste possono contenere allegati con diverse tipologie di malware o link che rimandano a siti web infetti.
Come possiamo notare, i metodi indicati dall’azienda tedesca sono tanti e molti dei quali piuttosto insidiosi. Cosa possiamo fare, allora, per difenderci? Sempre il comunicato della G Data Software AG spiega quelle che sono le norme basilari. Si comincia dicendo che servirebbe avere un PC completo di antivirus, firewall, servizi anti-spam ed anti spy; aggiungiamo noi, che una buona release GNU/Linux, invece di altri sistemi operativi più diffusi, ottiene lo stesso effetto di sicurezza, se non maggiore. Inoltre, i tecnici tedeschi raccomandano di non usare connessioni internet pubbliche per i propri acquisti, tenere aggiornato il proprio sistema (compreso browser ed antivirus). Infine, usate sempre pagamenti bancari sicuri su siti che ritenete assolutamente affidabili e non affidatevi a password troppo semplici.
Certamente, nello stilare questa guida quelli di G Data Software si sono preoccupati di elencare servizi propri per sistemi Windows, che come detto sono più vulnerabili a questo tipo di attacco. La controguida di chi scrive è molto più semplice, ed è stata in parte già anticipata:
·   Usate internet per acquistare solo cose che effettivamente non potete trovare sotto casa ad un prezzo simile.
·   Molti servizi bancari permettono la creazione di carte di credito temporanee monouso. Laddove possibile, usate solo questo tipo di carta.
·  Navigate su Internet su una macchina con sistema operativoGNU/Linux. E non solo per gli acquisti, ma soprattutto nella gestione della posta.
·  Non considerate “affidabili” i siti con i grandi nomi. Tenete aperti gli occhi… se uno vuole fregarvi, probabilmente creerà una pagina riproducente le forme di qualche famoso sito di shopping. Leggete sempre nella barra di navigazione l’indirizzo preciso a cui siete connessi.
·   Se avete vinto qualcosa di incredibile e ve lo comunicano via posta, mettetevi l’animo in pace: quella mail è una truffa.
Infine, ricordate che non esistono guide esaustive sull’argomento. La cosa più importante resta il buonsenso, su internet come nella vita in genere. Buoni acquisti di Natale a tutti.

lunedì 12 dicembre 2011

1 Alimenti biologici, a Verona smascherata una maxi-truffa

Zoom Foto


Una fila di tir carichi di sette milioni di quintali di prodotti alimentari con la falsa etichetta «biologico» lunga oltre 500 chilometri - la distanza tra Verona e Roma: è questa l'immagine usata per rendere l'idea della maxi-frode alimentare messa in atto dal 2007 ad oggi e scoperta dalla Guardia di Finanza scaligera. Una maxi-frode che ha portato in questi anni tutta questa merce sul mercato e, ieri, in carcere sette persone per associazione per delinquere, frode e falso.
«OPERAZIONE GATTO CON GLI STIVALI». Le Fiamme Gialle hanno messo le mani su un «meccanismo» che ruotava attorno ad aziende a tutti gli effetti produttrici di prodotti biologici ma che, grazie alla compiacenza di funzionari e dipendenti di organismi deputati a certificare come biologica la produzione e la provenienza dei prodotti agricoli, non avevano remore a trasformare frumento, farine, frutta fresca e altro coltivati normalmente o destinati ad altro tipo di alimentazione in «autentico biologico». Il tutto, con guadagni che quadruplicavano.
L'operazione, denominata «Gatto con gli stivali», coordinata dalla procura della Repubblica di Verona - l'inchiesta è stata condotta dai pm Maria Beatrice Zanotti e Maria Federica Ormanni - ha portato al sequestro materiale di 2.500 tonnellate di prodotti agro-alimentari, ma sulla carta è stato ricostruito un giro di immissione sui mercati in questi anni di sette milioni di quintali, pari a un valore di oltre 220 milioni di euro.
Il mercato del biologico in Italia, secondo una stima fornita dagli investigatori, ha un giro d'affari annuo di tre miliardi di euro e in Europa di 17 miliardi. Secondo la Coldiretti, un italiano su 2 compra bio.
GLI ARRESTATI. In carcere sono finiti: Luigi Marinucci, 63 anni, di Angiari (Verona), legale rappresentante della «Sunny Land Spa» e della «Società Agricola Marinucci»; Davide Scapini, 43, di Sona (Verona), socio al 49 PER CENTO e direttore commerciale della «Sunny Land» oltre che rappresentante di altre aziende; Angela Nazaria Siena, 39, di San Severo (Foggia), rappresentante della «Bioecoitalia srl» e di altre aziende nel settore agricolo-cereale; Andrea Grassi, 45, di Argenta (Ferrara), consulente e rappresentante di aziende agricole; Michele Grossi, 36, di Fano (Pesaro-Urbino), direttore regionale Marche dell'Organismo di Certificazione e controllo di suolo e salute. E poi, Stefano Spadini, 46, genovese, residente a Monte Cerignone (Pesaro-Urbino), consulente della Direzione Regionale Marche di Suolo e salute; Caterina Albiero, 47, di Salizzole (Verona), socio accomandatario della «Bioagri sas» e rappresentante legale de «La Spiga srl».
Altre sei persone risultano indagate a piede libero e perquisizioni sono state fatte in queste ore in case e aziende in provincia di Verona, Padova, Rovigo, Bergamo, Bologna, Macerata e Foggia.
NOVE LE REGIONI INTERESSATE. In tutto le indagini hanno riguardato una quarantina di imprese, tutte operanti nel settore della produzione e commercializzazione di cereali e frutta fresca in Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, Puglia e Sardegna. 
Il meccanismo della frode, particolarmente complesso, prevedeva di fatto acquisti di merce in Italia e in Romania - qui grazie a una società creata ad hoc -, la 'trasformazionè attraverso falsa documentazione in prodotto «biologico» e la vendita dello stesso, con relativo valore moltiplicato dalla 'specificita«, oltre che in Italia, in Olanda, Germania, Spagna, Francia, Belgio, Ungheria, Austria e Svizzera. Da accertare se all'estero c'erano 'complicì. I falsi prodotti biologici alla fine sono finiti a grossisti dell'industria agro-alimentare, ma sul piano della salute fortunatamente non sono stati trovati motivi per ipotizzare il danno alimentare.

mercoledì 7 dicembre 2011

0 Affitti in nero: ora anche l'inquilino può registrare il contratto

Finalmente gli inquilini degli immobili ad uso abitativo, grazie all’articolo 3, commi 8 e 9, del decreto legislativo n. 23 del 2011, possono registrare unilateralmente il contratto stipulato con il proprietario dell’immobile.

   Il diritto di denuncia unilaterale del contratto di locazione può essere esercitato:
- dai locatari (gli inquilini) che hanno stipulato con il locatore un contratto verbale;
- nei casi in cui il contratto è stato registrato con un canone di locazione inferiore a quello effettivamente pagato;
- nei casi in cui sia stato registrato un contratto di comodato gratuito fittizio, che nasconde quindi un contratto di locazione vero e proprio.

associazione di consumatori   Per la registrazione del contratto è necessario compilare dei moduli predisposti dall’Agenzia delle Entrate e reperibili anche sul sito internet dell’Agenzia: il modulo per la denuncia di un contratto verbale (http://www1.agenziaentrate.gov.it/inglese/forms/pdf/mod1.pdf), oppure, negli altri casi, il modello 69, reperibile alla pagina http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/home/cosadevifare/registrare/contratto+di+locazione/modello_istruzioni+contr_locazione, con le relative istruzioni per la compilazione.
   In ogni caso, occorre dimostrare l’esistenza del contratto d’affitto che si vuole registrare, ad esempio con il contratto scritto e non registrato, o con le ricevute dei bonifici a favore del proprietario dell’immobile per il pagamento del canone di locazione, o con l’intestazione delle utenze domestiche…
   I contratti registrati in seguito alla denuncia da parte dei locatari (gli inquilini), avranno una durata di quattro anni, rinnovabili per altri quattro, come stabilito all’articolo 2, comma1, della legge 431 del 1998.
Il canone annuale di locazione sarà pari al triplo della rendita catastale (a meno che il canone concordato dalle parti sia inferiore), con un enorme risparmio per gli inquilini, nel caso in cui le tariffe d’estimo sulle quali si calcola la rendita catastale non siano state recentemente aggiornate. Dal secondo anno, inoltre, ci sarà l'adeguamento del canone di locazione, in base al 75 per cento dell'aumento degli indici ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli impiegati ed operai.
   Per la mancata registrazione del contratto, come chiarisce anche la circolare 26/E dell’1 giugno 2011 dell’Agenzia delle Entrate, devono comunque essere corrisposte le sanzioni previste dal nostro ordinamento per la registrazione tardiva, avvenuta cioè dopo 30 giorni dalla stipula del contratto. In particolare la sanzione amministrativa può variare dal 120% al 240% dell’imposta di registro dovuta (corrispondente al 2% del canone di locazione pattuito) con gli interessi. 
   È possibile avvalersi anche dell’istituto del ravvedimento operoso, che prevede una riduzione sulla sanzione da corrispondere, nel caso di adempimento spontaneo, anche se tardivo, al pagamento dell’imposta dovuta entro termini previsti normativamente.
   Come sempre, potete ricevere informazioni e assistenza dai nostri esperti per telefono nella sede A.E.C.I. a voi più vicina, per e-mail verona1@euroconsumatori.eu.
 

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